Collection _ Anteprima Salone del Mobile 2014 _ Dove vivono gli architetti _

Dall’8 al 13 aprile Milano ospiterà la 53ma edizione del Salone del Mobile, kermesse che, oltre al quartiere fieristico, coinvolge diversi spazi e luoghi cittadini.

Quest’anno, dopo anni ed anni come spettatrice assidua ed ansiosa non saro’ a Milano. Per una volta avro’ modo pero’ di osservare, studiare e valutare senza perdermi tra la gente, le feste, i concept -non spiegati-non capiti- e la pioggia. Ho deciso quindi di vivere da lontano, fuso orario compreso, quello che sara’, partendo da poche e stuzzicanti cose, nell’attesa di sapere da voi.

Tra gli eventi una mostra in particolare ha suscitato la mia attenzione, una una mostra dedicata al modo di abitare di otto importanti figure dell’architettura internazionale: Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind e Bijoy Jain/Studio Mumbai. Otto case per una mostra :”Dove vivono gli architetti” andrà in scena al padiglione 9 di Fiera Milano, Rho.

“La curatrice della mostra Francesca Molteni ha filmato gli interni e gli esterni delle abitazioni degli 8 architetti e con Davide Pizzigoni, architetto e scenografo, le racconterà al pubblico del Salone grazie ad un progetto espositivo che prevede video, immagini, suoni, testimonianze e ricostruzioni dal vivo. Uno spazio interattivo che permetterà ai visitatori di conoscere “le stanze” private degli architetti e attraverso queste promuovere una riflessione sulle modalità, le esperienze e le tendenze dell’abitare contemporaneo.

Sarà un’incursione autorizzata nel privato di otto firme dello star-system. Non si tratterà pero’ di un percorso da voyeur, di un modo per osservare – come si potrebbe fare su una rivista – la sala da pranzo di Zaha Hadid piuttosto o il salotto di Daniel Libeskind. Dopo aver visitato le case degli architetti (chi conosce la specie dovrebbe già ammirare il coraggio di questo gesto in sé!) e in alcuni casi aver convissuto con loro la quotidianità per un breve periodo, Pizzigoni e Molteni hanno infatti identificato, per ognuno dei maestri, un’atmosfera che rende il suo spazio vitale unico e peculiare. Alla mostra, ritroveremo quindi ambienti che ci ripropongono quelle sensazioni, che ci immergono – grazie all’apporto di strumenti multimediali – nell’universo degli architetti-persone che per la prima volta ci appariranno meno archi-star e più gente come noi. Dei “vuoti-pieni”, dei “ma” da attraversare per arrivare altrove con le emozioni:  il calore “felice” di Bijoy Jain, che accoglie la gente del villaggio in cui vive intorno alla sua piscina-cisterna; il desiderio di Marcio Kogan di vivere nel cuore della San Paolo che tutti i ricchi sfuggono, circondato di piante; la necessità di Libeskind di abitare in un luogo “mai troppo morbido, perché la nostra casa ci deve interessare e stimolare continuamente”. Per chi conosce il lavoro di questi architetti, appare quindi chiaro come le atmosfere che Pizzigoni e Molteni hanno messo in evidenza con la loro mostra, rappresentino – oltre a una finestra di osservazione su modi di vivere così diversi, distribuiti in tutti i continenti – anche una chiave per leggere le loro opere.” Fonte Laura Traldi

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Nella foto, il “punto d’appoggio” di Chipperfield nel Mitte, a Berlino.

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David Chipperfield ha aperto uno studio nel Mitte per seguire da vicino il progetto del Neues Museum. Quando gli incarichi sono aumentati, a Berlino ha deciso di prenderci casa. Appartamento e ufficio affacciano sulla stessa corte, trasformata in un piccolo quartiere.

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Nel quartiere, Chipperfield ha aperto anche una caffetteria, dove è facile incontrarlo a pranzo quando è in città. Minima anche nel nome: Kantine.

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Insospettabili amanti del vintage i Fuksas, Massimiliano e Doriana. Nella loro seconda casa a Parigi, arredi di Jean Prouvé e Charlotte Perriand, maestri francesi che all’asta raggiungono quotazioni stratosferiche.

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La stanza da letto. Difficile immaginare uno stile più distante dalle avveniristiche architetture in vetro e acciaio dei Fuksas. Qui il progetto lascia spazio alla storia, con i suoi soffitti istoriati e camini in marmo.

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Casa di Daniel Libeskind a New York. L’architetto di Ground Zero ha una lunga storia di traslochi. Da Lodz a Manhattan, passando per Tel Aviv, Detroit, il Bronx, Milano e Berlino. Nelle sue case c’è sempre qualcosa di rosso, “il colore della vita”.

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Zaha Hadid vive a Londra, nord est del Tamigi: mansion conservatrice, ma i mobili sembrano porzioni miniaturizzate del Maxxi. Alla parete, in cornice, un disegno del primo concorso vinto.

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Monacale il dietro le quinte del giapponese Shigeru Ban, che ha arredato col vuoto la sua casa di Tokyo.

Il restro lo lascio a voi! Buon salone!

 

Fonte per tutte le foto IoDonna

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